Al terzo Screwdriver mi ritrovo sul divano di una Limousine.
Mentre cerco di capire come ci sono finito, il socio-area-video parte alla volta delle tette finte di una tizia argentina; una di quelle che si mettono la gonna corta e poi passano il tempo a tenerla a bada per non far vedere le mutande.
Mettiti un paio di jeans, stronza.
Socio: «Come ti chiami?»
Tizia: «Milka.»
Strolippo: «Ah, come la vacca!»
Tizia: «Come?»
Socio: «Come la cioccolata.»
Tizia: «Ah, carino!»
Facciamo un giro chissà dove, perchè i vetri sono oscurati tanto fuori quanto dentro; l'unica cosa che percepisco sono le curve, il pavé e il profumo di baldracca sudamericana.
Ho il mal di mare.
Il conducente ci racconta di aver assistito ad un'orgia due ore prima, proprio lì, dove sono seduto io.
Il mal di mare aumenta e comincia a farsi strada l'astio: il tetto è troppo basso, il bar è troppo vuoto, fa un caldo maledetto e il conducente parla troppo. Avrei voluto appendere un cartello con scritto: "NON PARLARE CONDUCENTE".
Odio le macchine, ancora di più odio le macchine da stronzi, figuriamoci le macchine da stronzi con conducenti stronzi.
Milka ci fa una foto. Che carina. Fatemi scendere o le spacco l'ombrello sulla schiena.
Al quarto Screwdriver sono di nuovo davanti al locale e sto blaterando di qualcosa che ovviamente non ricordo con il batterista dei Guignol. Mi sembrano bravi, i Guignol, e gli compro il cd.
Al quinto Screwdriver sono su un taxi che mi riporta a casa. La Strolippa è alla sesta puntata consecutiva di Sex and the city.
Strolippa: «Sei sbronzo?»
Strolippo: «Chi? Io?!?»
Ci finiamo tutta la serie. Ci finiamo a letto.
Stamattina, mentre andavo in ufficio con le mie immancabili cuffiette, ho imparato una cosa: mai comprare un cd da sbronzi.
Mentre cerco di capire come ci sono finito, il socio-area-video parte alla volta delle tette finte di una tizia argentina; una di quelle che si mettono la gonna corta e poi passano il tempo a tenerla a bada per non far vedere le mutande.
Mettiti un paio di jeans, stronza.
Socio: «Come ti chiami?»
Tizia: «Milka.»
Strolippo: «Ah, come la vacca!»
Tizia: «Come?»
Socio: «Come la cioccolata.»
Tizia: «Ah, carino!»
Facciamo un giro chissà dove, perchè i vetri sono oscurati tanto fuori quanto dentro; l'unica cosa che percepisco sono le curve, il pavé e il profumo di baldracca sudamericana.
Ho il mal di mare.
Il conducente ci racconta di aver assistito ad un'orgia due ore prima, proprio lì, dove sono seduto io.
Il mal di mare aumenta e comincia a farsi strada l'astio: il tetto è troppo basso, il bar è troppo vuoto, fa un caldo maledetto e il conducente parla troppo. Avrei voluto appendere un cartello con scritto: "NON PARLARE CONDUCENTE".
Odio le macchine, ancora di più odio le macchine da stronzi, figuriamoci le macchine da stronzi con conducenti stronzi.
Milka ci fa una foto. Che carina. Fatemi scendere o le spacco l'ombrello sulla schiena.
Al quarto Screwdriver sono di nuovo davanti al locale e sto blaterando di qualcosa che ovviamente non ricordo con il batterista dei Guignol. Mi sembrano bravi, i Guignol, e gli compro il cd.
Al quinto Screwdriver sono su un taxi che mi riporta a casa. La Strolippa è alla sesta puntata consecutiva di Sex and the city.
Strolippa: «Sei sbronzo?»
Strolippo: «Chi? Io?!?»
Ci finiamo tutta la serie. Ci finiamo a letto.
Stamattina, mentre andavo in ufficio con le mie immancabili cuffiette, ho imparato una cosa: mai comprare un cd da sbronzi.
