Strolippo?
E' il nome che da piccolo
davo al tulipano.


Questo spazio è una pila di fogli
bianchi alla mia mercè.
Tutti i disegni e i testi pubblicati
sono miei, potete incollarli
dove volete purchè falsifichiate
la mia firma.




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Questo blog è nato
a febbraio del 2006,
a giugno è morto
per mano di Skeleton
ma per il potere di
Greyskull è subito risorto.

* post mortem




canta con strolippo
grammy (sito russo
per scaricare mp3
liberamente)

epitonic (legal mp3
free download)




Due chiacchere con te
mi farebbero piacere,
quindi, se ti va, scrivimi.
Proporsi perditempo.



Con te siamo a *loading* visite,
più le 1744 che son finite
in medicine alla merda che
mi ha cancellato il blog.








venerdì, 04 luglio 2008
 

Stroloqui. #1

Insomma che parlavo con un tizio un poco strano; impomatato e effemminato, con l'Armani a tutto tondo e i capelli a culo biondo: «Senti un po'...», gli faccio io, «Tu di che mestiere sei?». Immaginai stilista, o modellino, Dongiovanni o leccalecca di Gabbana, e invece no: «Faccio il barista.» Mi disse, soffiandosi lo smalto. «Tu il barista?!? Ma andiamo!» Feci io, «A chi vuoi darla a bere?».

strolippo | 02:52 | commenti (3)


venerdì, 27 giugno 2008
 

L'educazione civica è una chiazza di sangue sul marciapiede.


Ero lì che legavo la Delma* al solito palo, quando una voce mi raggiunse:
    
    «Lei è un gran maleducato lo sa?»

Una donnina coi capelli a menopausa mi viene incontro indicando la plastica delle sigarette ai miei piedi; probabilmente mi è caduta di tasca tirando fuori le chiavi.

    «A casa sua fa così? Non credo...» (Veggente.)

Ad una domanda così, per senso civico, si risponde: "Ma certo che no, mi scusi, non me ne sono accorto.", ottenendo due importanti risultati: amnistia immediata e fegato salvo, ma...

    «Si. E allora?» (Alzo il mento.)

...Ma chi si arroga il diritto di insegnare a vivere a uno sconosciuto, o è Socrate o gli puzza la salute. Assecondare e lasciar cadere la questione non lo soddisfa, vuole lo scontro, vuole il sangue.

    «E allora questa non è casa sua, ha capito?!» (Questi anarchici!)
    «Ah, no?» (Furbetto.)
    «No! Il marciapiede è di tutti! Se tutti facessero come lei sarebbe un letamaio!» (Lungimirante.)
    «Ci sono gli spazzini signora, il loro lavoro è anche quello di pulire i marciapiede.» (A ognuno il suo.)
    «Villano! Crede davvero di cavarsela con questi giochetti?!?» (È alle corde.)
    «Certo, sono un avvocato.» (Domani sarò Harry Potter.)
    «Maleducato!» (Batte in ritirata.)
    «No, signora, avvocato. Av-vo-ca-to.»

L'ho fatta felice, ne sono sicuro.

 

*Delma è la nuova bici, darle il benvenuto, grazie

strolippo | 11:08 | commenti (10)


martedì, 24 giugno 2008
 

Nostri tempi.

Oggi voglio comprare casa, vediamo come fare.
La rata mensile per un mutuo a tasso fisso di 250.000 euro è pari a 1.541,95 euro, per quarant'anni. Mi accorgo che accidentalmente tale rata corrisponde al mio stipendio lordo. Ora, eliminando luce, gas, telefono, sigarette, alimenti e un rene, posso davvero farcela.
strolippo | 14:26 | commenti (18)


domenica, 22 giugno 2008
 

strolippo4greenpeace








































Qui il perchè.
strolippo | 05:26 | commenti (8)


martedì, 10 giugno 2008
 

(Addendum: il post sottostante è da considerarsi nullo in quanto le catene di Sant'Antonio camuffate da concorso atte a scucire link e banners, non solo le salto a pie' pari ma pure le schifo un pochino. Inoltre pare sia stato il più veloce della storia: Ha vinto una messicana che smonta e rimonta maschere di Tutankhamon. Non me ne voglia la mia nominatrice(?) ma, come dice Santi Licheri, "Così è deciso, l'udienza è tolta.")


Mi hanno nominato per questo premio.
Di solito salto a pie' pari concorsi e classifiche, tant'è vero che ho tolto anche Shinystat. Tuttavia, visto che il periodo è piuttosto creativo, ho deciso di raccogliere alcune illustrazioni recenti e passate in un blog che non è un blog ma è piu' un raccoglitore. (Ho appena iniziato, per ora ce ne sono solo una decina, non è che non faccio una sega tutto il giorno eh..)
Nei link è Alias, e porta il mio nome per intero.

Qui le opere.

Vi lascio un assaggio:

Madonna con bambino.
(Penna a sfera.)

madonna con bambino

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Arrivederci.

strolippo | 23:42 | commenti (26)
 

Essere o non essere.

strolippo | 00:21 | commenti (13)


venerdì, 06 giugno 2008
 

Tre storie amorali.

L'uomo discende dalla scimmia,
anche se non si sa come ci sia salito.
(Groucho Marx)




Maria Patapumfete.

Maria Patapumfete è grassa, molto grassa. Ed è brutta proprio.
Suo marito Salvatore invece è magro scavato, smunto, sul verde.
Questo perchè Maria Patapumfete se lo tromba tutte le mattine che Dio manda in terra, tre o quattro volte.
A Salvatore piacciono le donne ma non ha mai tradito sua moglie.
E Maria Patapumfete lo ben sa.

Peter O'Clock e la Pioltellese.
Mi chiamo Peter O'Clock, ho quattordici anni, e morirò di cancro tra meno di una settimana.
Mio padre e mia madre sono già andati da un pezzo, anzi, mi staranno aspettando. Prima di andarmene però giocherò contro la Pioltellese, domenica questa. Odio quegli stronzi della Pioltellese. L'anno scorso hanno vinto per un rigore inesistente, e poi i genitori di Castellini mi stanno sul cazzo; non fanno altro che venire al campo coi loro sorrisi smaglianti per vedere giocare il loro "figlioletto". Brutti Stronzi.

Sorprese.

Era una notte buia e tempestosa e quando Filippo mise la mano nelle mutande di Lisa, scoprì che Lisa non era proprio un nome azzeccato.

strolippo | 19:51 | commenti (5)


martedì, 03 giugno 2008
 

Bastesimo.

E tu? Sei cattolica o musulmana?
Io sono normale.
(Yasmine)


A seguito di una accesa discussione con la parte vegliarda della famiglia, nata dall'affermazione prettamente laica da parte mia e della Strolippa di volersi sposare si, ma mai e poi mai in chiesa, ho deciso di annullare qualsiasi documento che confermi la mia appartenenza a Sacra Romana Chiesa.
Se battesimo e comunione sono, come dire, i primi passi nell'allegro mondo della fantascienza, la cresima invece ti implotona prepotentemente tra i crociati. Intendiamoci, io credo in Dio, ma in un Dio che non ha anelli d'oro né scarpette rosse di Prada. Il mio è un Dio simpatico, un po' frichettone e tanto, tanto gentile: un buon diavolo, via.
Se anche voi avete un Dio del tutto personale e non vi riconoscete in quello che vi hanno imposto quando l'unica cosa che vi interessava era un enorme sacchetto di liquirizie e un robot, non abbiate paura: potete disdire. E' sufficiente recarsi presso la propria parrocchia (nel caso ne aveste una personale potete delegare lo stalliere) e richiedere l'apposito modulo da compilare e firmare, puri e sorridenti. Non andrete all'inferno, ma se proprio ci volete andare, c'è un simpatico modulo anche per quello.

strolippo | 15:55 | commenti (21)


domenica, 01 giugno 2008
 

Chi si loda si Yoda.

giulietta

















Di Pulsatilla il nuovo libro uscito è.
Di Strolippo l'illustrazione in copertina c'è.
Validi motivi per comprarlo entrambi sono.
strolippo | 00:09 | commenti (15)


sabato, 31 maggio 2008
 

Al terzo Screwdriver mi ritrovo sul divano di una Limousine.
Mentre cerco di capire come ci sono finito, il socio-area-video parte alla volta delle tette finte di una tizia argentina; una di quelle che si mettono la gonna corta e poi passano il tempo a tenerla a bada per non far vedere le mutande.
Mettiti un paio di jeans, stronza.

Socio: «Come ti chiami?»
Tizia: «Milka.»
Strolippo: «Ah, come la vacca!»
Tizia: «Come?»
Socio: «Come la cioccolata.»
Tizia: «Ah, carino!»

Facciamo un giro chissà dove, perchè i vetri sono oscurati tanto fuori quanto dentro; l'unica cosa che percepisco sono le curve, il pavé e il profumo di baldracca sudamericana.
Ho il mal di mare.
Il conducente ci racconta di aver assistito ad un'orgia due ore prima, proprio lì, dove sono seduto io.
Il mal di mare aumenta e comincia a farsi strada l'astio: il tetto è troppo basso, il bar è troppo vuoto, fa un caldo maledetto e il conducente parla troppo. Avrei voluto appendere un cartello con scritto: "NON PARLARE CONDUCENTE".
Odio le macchine, ancora di più odio le macchine da stronzi, figuriamoci le macchine da stronzi con conducenti stronzi.
Milka ci fa una foto. Che carina. Fatemi scendere o le spacco l'ombrello sulla schiena.
Al quarto Screwdriver sono di nuovo davanti al locale e sto blaterando di qualcosa che ovviamente non ricordo con il batterista dei Guignol. Mi sembrano bravi, i Guignol, e gli compro il cd.
Al quinto Screwdriver sono su un taxi che mi riporta a casa. La Strolippa è alla sesta puntata consecutiva di Sex and the city.

Strolippa: «Sei sbronzo?»
Strolippo: «Chi? Io?!?»

Ci finiamo tutta la serie. Ci finiamo a letto.
Stamattina, mentre andavo in ufficio con le mie immancabili cuffiette, ho imparato una cosa: mai comprare un cd da sbronzi.

strolippo | 15:08 | commenti (11)
 

Le donne, come gli uomini, si sbronzano e dicono cazzate.
strolippo | 02:34 | commenti (5)


sabato, 24 maggio 2008
 

strolippo | 15:35 | commenti (13)


giovedì, 22 maggio 2008
 

Mai-fidarsi
strolippo | 17:55 | commenti (26)


giovedì, 15 maggio 2008
 

strolippo | 17:00 | commenti (26)


sabato, 10 maggio 2008
 

Energumeno sveglia.

Due chupiti e un'ambulanza, grazie.
(Babi)


Gli obiettivi della serata erano due: lo schiaffo del soldato a Maccio Capatonda e mungere una canna a Daniele Silvestri. Obiettivi pienamente mancati perchè mentre il primo non si scollava mai dalla donnina che aveva appresso, il secondo se ne stava seduto sui gradini alti di una scala interna al locale, canticchiando "Sali no, sali no, fino a quando io avrò terminato di farmi 'sta canna."
Sono popolari ma il popolo non lo cagano di pezza.
   
    Cinico: «A che ora devi essere in ufficio?»
    Strolippo: «Alle sette.»
    Cinico: «Minchia, sono le quattro.»
    Strolippo: «Tranquillo, ce la faccio.»

Semplicemente non devo sdraiarmi. Chi si sdraia è perduto. Tanto non sentirei la sveglia neanche se me la applicassi a un orecchio con lo scotch; l'unica cosa che potrebbe svegliarmi è un energumeno che mi tira su per il pigiama e mi scrolla come un albero di ciliege.
No, non mi devo sdraiare, mi farò una doccia e metterò su il caffè. Tre ore passano in fretta.

    Capo: «Sono le dieci e trentaquattro, giustificazioni?»


strolippo | 11:43 | commenti (18)


giovedì, 01 maggio 2008
 

Have a nice trip.

Come mai oggi hai messo gli occhiali?
Ho preso un trip, ma sai, sono miope...



Albert Hofmann, lo scienziato svizzero che ha scoperto le proprietà allucinogene dell'LSD - sperimentandolo su se stesso e facendosi viaggi che manco Doctor Who - ha tirato il gambino alla veneranda età di 102 anni.
Poi dicono che la droga fa male.
Il piccolo grande chimico fece le sua scoperta nel 1943. Venticinque anni dopo, orde di tricofili nudi come vermi correvano sui prati in preda a visioni celesti.
A lui si devono la Multipla e gran parte delle canzoni dei Pink Floyd, dei Talking Heads, dei Doors, dei Devo e poi dei Beatles, di Jimi Hendrix , dei Led Zeppelin e di Strolippo; solo per citarne alcuni.
Alla domanda: "La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?" lui rispose: "Marzullo, io le devo tutto."
Al funerale saremo presenti tutti, con ombrelli di farfalle e il nostro drago da riporto.

strolippo | 13:38 | commenti (20)


lunedì, 28 aprile 2008
 

Piantala con 'sti bonghi.



La salma è la virtù dei morti.



Nei giorni scorsi Anna Falchi ha dichiarato di non riuscire a trovare uomini in grado di reggere i suoi ritmi tra le lenzuola.
Ci risponde un sessuologo di fama internazionale, già cattedra alla Sorbona, l'esimio professore Andreij Petrojev:
Professore, cosa ne pensa?
«Bè, intanto vorrei ricordare alla signora Falchi che ha sposato Ricucci, non Sting, e ritengo inoltre che quella di suonare i bongos durante l'amplesso sia una fantasia piuttosto bizzarra.»
Quindi è lei ad avere dei problemi...
«Certamente ha paura di invecchiare. Il suo è un patetico tentativo di farsi largo tra centinaia di veline sotto i vent'anni pronte a tutto pur di sfondare. E' un comportamento comune nelle donne di spettacolo sul viale del tramonto.»
Con l'aiuto del silicone...
«Certamente. Il silicone, a differenza sua, non è biodegradabile.»

Anna-FalchiLa riesumazione del corpo della showgirl, quindici anni dopo la sepoltura.

strolippo | 23:00 | commenti (18)


mercoledì, 16 aprile 2008
 

C'è porta a porta apposta per te.



Quando avrò qualcosa da dire, allora ascolterai.


Lettera aperta agli italiani che attribuiscono la propria ottusità agli errori di uno schieramento politico anziché ai propri cromosomi.

Lettera aperta a mio nonno che non ha votato Berlusconi perchè ha paura di non ottenere la pensione di guerra che aspetta di ricevere da sessant'anni anni e della quale in effetti non ha diritto perchè non era in prima linea ma prova a farglielo capire tu ad un novantenne genovese.

Lettera aperta a mio fratello che s'è ritirato da scuola perchè dice che è pesante e c'è troppo da studiare e anche se prendeva sette e mezzo di greco senza aprire il libro e la sua professoressa dice che non vedeva una penna come la sua dal '59 resta comunque troppo impegnativo e noi sappiamo quanto sia difficile impegnarsi a quindici anni con una fetta di figa che ti occlude il cervelletto.

Lettera aperta a mia madre che sta per andare in pensione e si caga addosso perchè teme che Berlusconi cambi di nuovo le carte in tavola mantenendola in un limbo infernale che la costringerà a leggersi altri sedici legal thriller durante l'orario di lavoro.

Lettera aperta a mio padre che sta per andare in pensione e si caga addosso perchè teme che Berlusconi cambi di nuovo le carte in tavola mantenendolo in un limbo infernale da cui neanche una fetta di figa lo potrà salvare.
strolippo | 05:33 | commenti (24)


giovedì, 10 aprile 2008
 

Non è un Martini a fare un intellettuale,
piuttosto il contrario.




Alcuni pensano che vivere fuori dal caos della città sia molto più salutare e stimolante, soprattutto se si svolge un'attività creativa.
Io sto bene solo quando esco di casa e tram e macchine e persone mi precedono il passo. Amo avere la sensazione di vivere in seno a qualcosa di imprevedibile, di qualcosa che varia continuamente.
«Capisce dottore?»
«Certo, lei ha bisogno di confusione per stimolare la necessità di un equilibrio interiore.»
In realtà mi faccio di gente. La gente mi stimola. La gente è diuretica.
È come quando vedo un bel film e mi immedesimo nel protagonista; nei successivi venti minuti mi muovo e penso come lui. Resto cosciente di me, ma allo stesso tempo sperimento un altro modo di essere, che potrebbe essere quello giusto.
«Capisce dottore?»
«Certo, lei ha bisogno di un confronto per stimolare la necessità di una propria personalità.»
In realtà mi faccio di storie. Le storie sono droghe, le storie sconvolgono.
È come quando leggo un bel libro e mi immagino il protagonista; mano a mano che la sua personalità emerge, anche la sua figura si fa più dettagliata e a un certo punto ce l'hai lì, un po' in basso a destra, che ti guarda e ti chiede se vuoi farti una birra con lui.
«Capisce dottore?»
«Certo, le prescrivo del Lithium.»
strolippo | 18:04 | commenti (16)


lunedì, 07 aprile 2008
 

MiArtPrendete gli anni sessanta, metteteli in un frullatore, aggiungete un po' di silicone, un po' di vinile, una manciata di bulloni e una telecamera. Versate poi il MiArt 2008 in una ciotola e guardate il vostro cane rifiutarlo.
Nel primo padiglione - sezione anteprima - lo sconforto sopraggiunge quasi subito. La Strolippa mi guarda con occhi di cerbiatta ferita: «Ora torno a casa, cago su una tela e poi, cospargendola circolarmente con una spatola, torno e mi vendo come erede di Manzoni.»
Il concetto è il solito ed è espresso in modo sublime nel poster giallo che mi porto a casa: Art is everywhere, even in art galleries. Ma il bello è soggettivo e l'unico giudizio che conta è quello del pubblico. Io e altri tre individui siamo una porzione di pubblico del tutto eterogenea, dal momento che abbiamo gusti diversi e veniamo da esperienze artistiche diverse; un campione del tutto credibile, e tutti e quattro della stessa opinione. Opinione confermata poi dal docente di Brera che trovi stanco morto vicino all'uscita di sicurezza: Non ci sono idee. A parte quattro o cinque autori (due italiani, ndr) a risollevarne le sorti in zona Cesarini, questo MiArt mi ha dato l'impressione di non sapere - o di sapere troppo bene - che la cosiddetta libertà d'espressione è una bufala cavalcata da chiappe furbe. Perchè si, si è detto quasi tutto ma la mia galleria la devo pur riempire e quindi il primo che mi arriva con qualcosa che mi ricorda qualcos'altro, che fu bello, lo prendo e me lo appendo in cameretta, tanto ci sono le nuove leve, ignoranti di ciò che già c'è stato. E qui ti sbagli, perchè per quanto ignori, una stanza buia con una tizia nel proiettore che si tira una ciocca di capelli e ti guarda fisso per dieci minuti fa venir voglia di riavere i soldi indietro, non pensi di aver visto qualcosa di originale, chè se non lo sai Fuori Orario va in onda da anni. Poi mi vengano a spiegare che non ho capito il concetto. L'unica cosa che capisco è che i mezzi si sono moltiplicati ma le idee, le storie da raccontare, sono rimaste indietro o non ci sono affatto.
Allora corro affannosamente a cercare anche solo un ritratto, uno qualsiasi con una tecnica qualsiasi, a raccontarmi un ricordo d'infanzia o semplicemente un momento della vita di qualcuno che potrebbe benissimo essere il mio. Ma incontro Mondrian, Boccioni e Fontana, o meglio, i loro cloni.
O si copia o si cerca di esprimere con un cerchione e un guanto di gomma la sega mentale che il nostro psicologo c'ha tirato fuori.
Meno male la scultura, che con legno e acciaio ha dato qualcosa in più. Hitler e Mao bambini infondono un'ambigua tenerezza, così come la culla di acciaio con fucili ai suoi lati a mo' di navicella, e poi ancora l'attualità in cera di una zingara accasciata a chieder l'elemosina ci riporta con i piedi per terra. Almeno sono emozioni. Poi ti lasci stupire dai cinesi, schiacciati dal regime trovano la forza di esprimere una denuncia neanche troppo celata dalle delicate decorazioni a tinte alternate delle loro opere, e pensi che forse in occidente stiamo ancora troppo bene, così liberi di farsi di materia da avere l'illusione di benessere, di felicità. E aggrappati alla materia ci applichiamo in essa, con l'educazione tecnica della scuola media, tralasciando il messaggio, dimenticandoci di quello che volevamo dire perchè lo abbiamo comprato già detto.
È l'era tecnologica, materiale. La poesia? Forse è li sotto che cerca di uscire.
strolippo | 23:18 | commenti (9)